Oggi, dopo la ricreazione, abbiamo fatto un'assemblea di classe e abbiamo parlato di come stiamo con i compagni.
Abbiamo parlato dei gruppi che si formano, soprattutto tra maschi e femmine. Qualcuno si è lamentato di chi gioca sempre con la stessa compagna. La maestra ha fatto notare che a volte succede per insicurezza, perché si ha paura di non essere accettati dagli altri.
Un bambino ha detto che ultimamente si sente escluso e che forse succede perché lui non va bene così com'é. Alcuni compagni e compagne hanno indicato che cosa gli dà fastidio del suo comportamento. La maestra ci ha fatto notare che va bene comunicare chiaramente che cosa ci dà fastidio e dire quello che pensiamo però, allo stesso tempo, siccome nessuno è perfetto, è importante accettare gli altri per come sono. Una bambina infatti ha esclamato: "Secondo me non è giusto non volere l'altro perché non è come noi vorremmo! E' come volere che un cane sia un gatto!" E poi ha aggiunto: "E non dobbiamo accettare solo i difetti degli altri ma anche i nostri" E tutti siamo stati d'accordo che è difficile accettare i propri difetti.
E' stato un bel momento in cui ci siamo ascoltati non solo con le orecchie ma anche col cuore.
Con questo confronto abbiamo capito che bisogna esprimere le proprie emozioni, che nessuno è perfetto e dobbiamo accettare noi stessi e gli altri per come siamo.
Il discorso è partito da una bambina che alla fine della ricreazione si è messa a piangere perché si è sentita esclusa da un gioco, proprio da un amico che per lei è molto importante. Il suo amico non voleva farla star male ma lei, "con il cuore in mano", ha portato fuori tutte le sue emozioni: "Io a volte lascio anche gli altri compagni per giocare con te, non ti dico mai di no, e tu, per una volta che te l'ho chiesto mi hai detto di no! Lo so che non dovrei essere gelosa, ma lo sono e ho paura che poi giochi solo con gli altri. E' iniziato tutto da quando giochiamo con i videogiochi!"
Abbiamo accolto le emozioni della nostra compagna e anche altri hanno detto che a volte si sentono esclusi e hanno paura di non essere ben voluti. Alcuni si sono commossi nell'esprimere le proprie emozioni. Qualcuno si è lamentato di chi vuole comandare o non vuole che la sua amica giochi con gli altri. Abbiamo allora riflettuto sulla libertà che si deve lasciare agli amici.Abbiamo parlato dei gruppi che si formano, soprattutto tra maschi e femmine. Qualcuno si è lamentato di chi gioca sempre con la stessa compagna. La maestra ha fatto notare che a volte succede per insicurezza, perché si ha paura di non essere accettati dagli altri.
Un bambino ha detto che ultimamente si sente escluso e che forse succede perché lui non va bene così com'é. Alcuni compagni e compagne hanno indicato che cosa gli dà fastidio del suo comportamento. La maestra ci ha fatto notare che va bene comunicare chiaramente che cosa ci dà fastidio e dire quello che pensiamo però, allo stesso tempo, siccome nessuno è perfetto, è importante accettare gli altri per come sono. Una bambina infatti ha esclamato: "Secondo me non è giusto non volere l'altro perché non è come noi vorremmo! E' come volere che un cane sia un gatto!" E poi ha aggiunto: "E non dobbiamo accettare solo i difetti degli altri ma anche i nostri" E tutti siamo stati d'accordo che è difficile accettare i propri difetti.
E' stato un bel momento in cui ci siamo ascoltati non solo con le orecchie ma anche col cuore.
Con questo confronto abbiamo capito che bisogna esprimere le proprie emozioni, che nessuno è perfetto e dobbiamo accettare noi stessi e gli altri per come siamo.

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